La vendita di oro usato è disciplinata, fra l'altro, dalla normativa anti-riciclaggio. Conoscerla significa evitare di incorrere in sanzioni che possono essere anche molto salate.

 

L'articolo 49 del decreto legislativo 231/2007, e successive modifiche e integrazioni sino a giungere all'art. 12 del decreto legge 201/2011, convertito con modifiche dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, VIETA "il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 1.000 euro". La legge di stabilità 2016 ha innalzato il limite a 2999€ (fatta eccezione per i money transfer e assegni, per i quali il limite rimane di 999,99).
Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A..

L'importo di 2.999 euro è riferito alla somma complessiva del trasferimento.
Pertanto, è vietato anche suddividere "artificiosamente" un unico importo di 2.999 euro, o superiore, in più pagamenti in contanti di importo singolarmente inferiore al limite previsto, ma relativi alla medesima transazione economica.
Il limite dei 2.999 euro costituisce soglia per infrazione, sanzionabile.

 

Per la violazione si applica una sanzione compresa tra l'1% e il 40% dell'importo trasferito, con una sanzione minima di 3.000 euro.

Ciò significa che accettando un pagamento in contanti per il proprio oro usato di 2999€ si incorre in una sanzione di almeno 3000€

 

Riferimenti Normativi
Circolare del 16 gennaio 2012, n. 2
Legge del 14 settembre 2011, n. 148
Decreto legge del 13 agosto 2011, n. 138
Decreto legislativo del 21 novembre 2007, n. 231
Legge del 24 novembre 1981, n. 689
Legge, 28/12/2015 n° 208, G.U. 30/12/2015 (Legge di Stabilità 2016)


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